Il fischio nella notte silenziosa

Pazzo il tempo. Due anni e mezzo sono passati dalla prima volta che mi sedetti a fianco di Cecil B. DeMille, ad un incontro voluto da “Foglio”. “La via dei giganti” (t.o. “Union Pacific”), del 1939, è un perfetto esempio del cinema hollywoodiano di quegli anni. Rigoroso, spettacolare, ancora cosciente. “Grand Prix du Festival International du Film” a Cannes, nel 2002, recupero della prima edizione saltata per la Guerra. Molto meglio del nostro successivo incontro.
[3-10-2023] Con la coppia Barbara Stanwyck (1907- 1990) e Joel McRea a muovere le fila, assieme a Robert Preston (1918-1987). Già visto narrare della corsa contro il tempo delle due Union ferroviarie…uno dei topòs del Lontano Ovest. Dall’Oklahoma alla California. Il capitale preme, nel 1869 si parte. In tre anni, gli schiavi indiani avranno compiuto il loro sacrificio. Ma qui non si vedranno, solo puri bianchi gozzoviglianti e avidi, mentre i pellirossa attaccheranno ai lati. Lincoln benedice il tutto. Pellicola politica inevitabilmente, sociale con l’andare dei km, col regista deciso a mostrare lo spietato dietro alle quinte del sedicente Progresso. Scattante, De Mille, avanti per inventiva e spregiudicatezza, a rendere un western qualcosa di più. A Cheyenne qualcuno ha detto “oro”…
[oggi] Mese en scene notevole, pronti a tutte le mosse, Anello del Duca compreso.,. Alcune scene memorabili (lo scambio romantica sul carretto circondato dai bufali), dialoghi efficaci, nel classico intreccio che sa unire il rosa ai colori dello sfondo burrascoso. Il “risolutore” Jeff, Mollie della ferrovia, i temibili Sioux (non fanno finta), il tea dei conti…Che personaggi, che battute (“Quanto basta giro”)! Aveva ragione “Foglio”, a suggerire un passaggio sulla spregiudicata “Union Pacific”, lungo le distese di celluloide americana…
(depa)


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