Il fischio nella notte silenziosa
Pazzo il tempo. Due anni e mezzo sono passati dalla prima volta che mi sedetti a fianco di Cecil B. DeMille, ad un incontro voluto da “Foglio”. “La via dei giganti” (t.o. “Union Pacific”), del 1939, è un perfetto esempio del cinema hollywoodiano di quegli anni. Rigoroso, spettacolare, ancora cosciente. “Grand Prix du Festival International du Film” a Cannes, nel 2002, recupero della prima edizione saltata per la Guerra. Molto meglio del nostro successivo incontro.
Incontri mostruosi
Ben instradati ormai sui sentieri dell'Horror, è stato facile accettare l'invio dei ragazzi del'"Altrove". Il secondo titolo della rassegna sui Mostri, organizzata presso l'oggi “TiQu”, intitolata appunto “Monstrum”, “qualcosa di spaventoso, do bizzarro…”, ha previsto “Frankenstein contro l’uomo lupo”, del 1943. Diretto dall’irlandese statunitizzato Roy William Neill (1887-1946) è il “quinto capitolo della saga del rinato col chiodo in testa, primo crossover tra eroi e mostri vari…
Segreti non richiesti
Ancora cinema tedesco al “City”. Elena carica di domenica pomeriggio si fionda, d’altronde è un “Premio della Giuria” a Cannes 2025 che ci aspetta. Le nostre due curve emotive si allontaneranno…Lei soffrirà l’artificiosità dell’opera seconda della berlinese, classe 1981, Mascha Schilinski. Mentre io mi lascerò affabulare dal doloroso echeggiare de “Il suono di una caduta”, ancora e sempre annunciata (t.o. “In die Sonne schauen”).
Educazione nazista
Quindi ci siamo recati al "19’’" per riprendere il discorso con Fatih Akin, stavolta in sala. L’ultimo film del regista tedesco di origini turche è un intenso e rigoroso racconto storico, ambientato nel finis terrae delle guerre del Führer. Titolo scontato, ma è proprio attraverso gli occhi di bambino ancora innocente che, ne “L’isola dei ricordi” (t.o. “Amrum”, è l’omonima tedesca), il regista guarda l’assurdo che accecò le generazioni passate.
Zeri e giuda
Con l’ultimo film di Fatih Akin nelle sale, l’occasione è ghiotta (vegan raw) per risalire alla scelta dei ragazzi del “Soul Kitchen” di piazza dell’agnello, così spesso frequentati. Pellicola del 2009, il sesto lungometraggio del regista di Amburgo è una commedia leggera, ammiccante, non priva di critica verso il feroce mondo del commercio (ristorazione). Ma...
Maledetta maternità
Poi una qualche sera di marzo siamo tornati a casa ancora in forma. Quindi nella sala Navetta è partita la proiezione horror, “zerofatica” o “spegnicervello” si dica. Dallo schermo e sullo schermo, ma anche proprio fuori dallo schermo. “Ring”, “Ringu” per i sardi di Pavia, nel 1998 rese celebre all’estero il regista nipponico Hideo Nakata (classe 1961), che indicò la "nuova" strada per il cinema del terrore d’una volta.
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