Fremori e terrori

Il 12 gennaio, invece, Elena deve aver detto qualcosa tipo “ci vorrebbe una pellicola nordica”...Da subito con la mente a Roy Andersson e alle sue graffianti carrellate, ho sbattuto contro “Una storia d’amore”, del 1970. “Swedish”, così simile e diversa dalle altre. Tanta accecante bellezza, biondissima, un primo amore indimenticabile, in attesa delle future macchie di pelle adulta.

Il prezzo dell'esercito

Altro DVD dall’archivio sopra “Principe”: dopo un film palestinese, a stretto giro uno israeliano. Mica perché brancoliamo tra gli estremismi, anzi abbiamo chiare responsabilità e strategie. Perciò ci piacciono i film come “Kippur”, 2000, autobiografico malinconico di Amos Gitai, che rincontriamo dopo 10 anni, con le immagini impietose e le riflessioni oneste.

Non è vita

Era il 2024 quando, nella rassegna grimaldelliana intitolata "GUERRA: chi la vuole, chi la fa, chi la subisce", in via della Maddalena 81r fu proiettato “Paradise Now”, scritto e diretto nel 2005 dal nazareno classe 1961, Hany Abu-Assad. Il 5 gennaio ero solo a recuperarlo, peccato: sordo alle critiche che riecheggiarono in libreria, essendomi trovato un film coraggioso, intelligente, sensibile. Scrivere e dirigere un tal soggetto richiede queste qualità.

La rabbia è uguale...

Poi il 2 gennaio, sempre grazie a "Foglio", eravamo a pedinare le orme di Jafar Panahi. “Oro rosso”, del 2003, raccontò di un regista ormai irrimediabilmente sgomento dinanzi alla sfrontatezza della disuguaglianza sociale. “Un certain regardextra brut, ma stupendo.

Vita in città

Per la prima volta in quasi 17 anni…Ma invero il primo gennaio 2026, vi sono testimoni, Elena ed io già nelle sale per "La mia famiglia a Taipei". Pellicola sudcoreana annunciata sin dai tempi di “Roma” (miglior film), diretta dall’esordiente Shih-Ching Tsou e co-sceneggiata e co-prodotta con l’astro vincente Sean Baker, non potevamo mancare a causa di sbornie dimenticate. La supervisione di chi sa come correre con la m.d.p. e rendere la curva tragica di eventi ed affetti, però non ha cambiato le cose.