Muri inattesi

Toh chi si vede. Dopo poco più di un mese, Claude Sautet di nuovo in sala Valèry. Sarà il nome della sala, o questo recente ribollire giallo parigino, o chissà quanto invece sarà valsa la bellezza incantatrice della protagonista?, fatto è che anche sta volta il regista parigino, che fu specialista dei drammi del cuore, ha fatto centro. "Un cuore in inverno", del 1992, ha dalla sua un andatura singolarmente seducente, pur per raccontare d'una sbandata multipla, di quelle che si ritrovano senza conducente.

Sottotitolo "La carne (platonica)". Quando a farsi male è lei, la bella. Non sarà esattamente, proprio proprio, così. Qui sta, è vero, la profondità delle pellicola. Però, insomma, vedere la stupenda violoncellista, interpretata da Emmanuelle Béart, prima avvicinata, invero labilmente, e quindi respinta, stavolta con decisione ("Io non ti amo"), fa un certo effetto.
Di quando una bellezza virginale e tentatrice, quindi, giunge a scompaginare passioni e anagrafiche dei maschi attorno, accaldati pure dalle note di Maurice Ravel. Ma lo sconquasso assesterà più vendette. Prima è l'attempato liutaio, poi sarà quello più giovane, sino a quando un vento gelido non fermerà il gioco. Pellicola dai grandi interpreti dove, nonostante la mia attenzione letteralmente calamitata dal volto dell'attrice provenzale, è evidente come tutti contribuiscano a questa fredda histoire d'amour. Daniel Autueil grandioso e credibile animo bloccato, André Dussolier perfetto libero perché in alto. Anche i silenzi di Èlisabeth Bourgine sono perfetti. Come il finale, davvero invernale. Non riscaldato da intime isterie (maschili) autunnali che dovrebbero ravvedere (parrebbe esistere anche un tipo chiassoso e scontroso, ma assistenziale di rapporto amoroso), né spaventato da esplosioni vulcaniche che, oltre all'imbarazzo del protagonista, porteranno premi alla meravigliosa interprete, un cuore realista, rimane impassibile. Nel proprio sgomento. "Nessuno può ritenersi tanto presuntuoso di poter dissacrare i sentimenti".
Dolorosa e gioiosa, a tratti divertente, una commedia matura.
(depa)

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