Risi e Pozzetto pericolosi

Sala Valéry carbura, Elena ed io con lei. Ieri sera in forma spensierata, Elena voleva qualcosa di divertente...e allora beccati questo: "Sono fotogenico" diretto nel 1980 da un certo Dino Risi, con Renato Pozzetto ispiratissimo, coadiuvato dal torinese Aldo Maccione, vero e proprio mattatore  e una sfilza di interpreti di prima classe ad impreziosire, con camei più o meno brevi, una pellicola che, già di per sé, è un autentico gioiello.

Poche balle: basta guarda l'introduzione per capire che, dietro al gran carrozzone che ci aspetta, c'è chi il cinema lo sa fare. Splendidi i frammenti di Laveno, cartolina sintetico-poetica che coglie le repentine gioie e le piccole amarezze, insomma il fascino, più o meno nascosto, d'ogni paese dello Stivale. Antonio Barozzi è una sorta di americano (da Laveno) a Roma, ma è al cinema in particolare che ha dedicato il suo cuore. Per noi, gente del Cinerofum, questa sarebbe già una promessa di leccornie continue, con quasi due ore di citazioni e tributi che ci renderanno ancora più pazzi per la Settima. Ma il film ha vita propria e fulgida; con personaggi grandiosi (su tutti l'agente-avvocato-tutto Pedretti, interpretato fantasticamente da Maccione, "Io e Wojtyla siamo così!...") e la solita delicatezza che i maestri della commedia nostrana ("e solo loro!", col dito insù) hanno dimostrato di possedere.
Sequenze esilaranti col rischio di asfissia, come quella del provino fotografico (che è pericolosa!, non più di una volta al giorno; genio Pozzetto, duetto perfetto), o piccole trovate geniali, come la prima pensione popolare in cui capita in Capitale, assicurano alla pellicola l'effetto che si prefigge: far ridere soffermandosi qui e là su alcune delle ridicole assurdità che ci stanno attorno (in particolare nel mondo del cinema, ma non solo). Impossibile stilare un elenco. Fila a guardare!
Se poi aggiungete in pentola un integrale della Edwige Fenech (notevole come sempre) che, nei film che guardavo nei pomeriggi o sere televisivi, per vederlo sembrava di dover aspettare la fine d'una partita di "Holly & Benji", capite bene perché non mi resta che amare questa pellicola.
Pozzetto ad Hollywood crea allucinazioni affettuose che ci spingono a richiamarlo, "'ndo' vai? Vie' qui!", ti vogliamo con noi, assieme a tutti i grandi della comicità italiana, quella della stagione gloriosa, dove tutti artisti di prim'ordine potevano allestire, nel genere, un capolavoro come questo.
(depa)

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